Archive for the ‘Bimbi!’ Category

Pannolini lavabili ad un anno…

Tuesday, July 6th, 2010

Ormai sono passati quasi 10 mesi da quando siamo passati ad usare solo pannolini lavabili (eccetto in viaggio, in cui usiamo gli usa e getta ecologici Moltex o WIP).

Una considerazione generale sui pannolini: come si rimpiangono i primi mesi in cui il neonato se ne sta fermo a farsi cambiare sorridendo! Ora sguiscia a destra e a sinistra, e catturarle il culetto con il pannolino è diventata una impresa…a questo proposito, un po’ rimpiango i pannolini con la chiusura a velcro. E’ vero che tendono a rovinarsi e a rovinare molto di più di quelli a bottoncino, e che bisogna sempre stare attenti a chiudere il velcro per ridurre i danni. Ma vuoi mettere i due secondi che vi voglio a chiudere il pannolino con un rapido colpo di polso, rispetto a chiudere 2/4/6/8 bottoncini! Ma quelli che hanno messo 8 bottoncini per chiudere un pannolino, lo hanno mai provato su un bambino vero o hanno usato solo bambolotti?

Intanto il metodo EC (anche se non seguito alla lettera) ci permette comunque di continuare a intercettare quasi tutte le cacche: la bimba resta sempre pulita, i pannolini pure e noi siamo contenti! E quando intercettiamo pure la pipì, ci risparmiano un’altro cambio del pannolino.

Per la pulizia, continuiamo ad usare il Potion , oltre agli additivi naturali (sbiancante, ammorbidente) presi da Officina Naturae. Per bagnetto e pulizia ci siamo trovati bene con i prodotti Weleda, ma per il bagnetto abbiamo usato molto anche solo una miscela di sale grosso ed amido. Un bell’olio di mandorla naturale per i massaggi.

Devo dire che alla fine di prodotti ne servono veramente pochi, e si può vivere tranquillamente senza pasta Fissan, senza Baby Olio Johnsin’s(che poi è paraffina) e simili noti prodotti. Intendiamoci: non è che questi prodotti usati da generazioni uccidano, ma certo sono prodotti industriali, fatti per massimizzare il profitto e minimizzare i costi. Si trova certamente di meglio e potete trovare su Google un sacco di siti che parlano dei possibili problemi causati da questi prodotti.

Gli arrossamenti (che poi spingono ad usare il Fissan o simili creme) si evitano facilmente con i pannolini lavabili. Come si dice: meglio prevenire che curare!

Lotus Birth…

Monday, December 7th, 2009

Nell’opera magna di raccola di informazioni che la Paola ha ricercato durante il periodo della gravidanza, è saltata all’occhio, in un forum, la tecnica del Lotus Birth, ovvero il mancato taglio del cordone ombellicale al momento del parto, lasciando fare alla natura secondo i suoi tempi.

Infatti, come ci hanno confermato durante l’incontro con il ginecologo prima del parto, non c’è nessuna ragione medica per tagliare il cordone immediatamente al momento del parto.

I due motivi per cui viene effettuato il taglio sono:

  1. Prelevare le cellule staminali del cordone ombelicale per metterle in una apposita banca, in caso di bisogno.
  2. Come tutele legale dell’ospedale in quanto permette di prelevare il sangue dal cordone, da tenere come prova, in caso di successivi complicazioni con il bambino, di quale fosse lo stato di salute al momento del parto.

In realtà un buona parte del sangue del bambino, al momento del parto, è ancora nella placenta (dal 20% al 30%) e con il taglio immediato del cordone il bambino perde tutto l’ossigeno ed il nutrimento contenuto nel sangue.

Il pianto tipico dei bambini appena nati, dipende proprio dall’impatto, molto doloroso, con la respirazione, a cui sono costretti dall’improvvisa mancanza della scorta di sangue (ancora ossigenato dalla madre) della placenta.

Asia infatti, al momento della nascita è rimasta attaccata alla sua bella placenta e non ha fatto nessun pianto. Oltre al beneficio di non buttare letteralmente via parte del sangue del bambino, dicono ci siano anche tutta una serie di altri benefici, di cui potete leggero sul sito del Lotus Birth. Ovviamente sono benefici molto difficili da valutare e provare, anche se devo dire che Asia è proprio un angioletto, che dipenda dal Lotus Birth o dagli ottimi geni che ha preso da noi, non lo posso dire!

In ogni caso, se non volete prelevare le cellule staminali, anche se non volete fare un parto Lotus Birth, almeno chiedete che il cordone venga tagliato dopo l’espulsione della placenta, quando smette di pulsare (ovvero quando la maggior parte del sangue è ormai giunta al bambino).

Il taglio anticipato del cordone è assolutamente INUTILE, serve solo a tutelare l’ospedale ma non alla salute della mamma o del bambino, che sono l’unica cosa che conta. Nel dubbio, chiedete espressamente quando lo tagliano e perché…

Allattamento

Tuesday, December 1st, 2009

Negli ultimi anni c’è stata, giustamente, una grande campagna a favore dell’allattamento al seno. Infatti i vantaggi del latte della mamma rispetto a quello artificiale sono ormai noti e la maggior parte degli ospedali e dei pediatri fanno campagna attiva per l’allattamento al seno.

All’Ospedale di Erba, certificato come ospedale amico del bambino, l’attenzione verso l’allattamento naturale è totale e comprende l’osservazione di alcune regole fondamentali per favorire l’allattamento al seno fin dalla nascita, mentra la gestione “alla vecchia maniera” del reparto maternità (tutti i bambini al nido e nutriti con latte artificiale se quando la mamma non è lì per allattarli) facilitava decisamento la vita agli operatori.

Anche noi, forti di una buona bibliografia, ci eravamo preparati ad un allattamento al seno almeno fino ai due anni…

Quello che purtroppo i libri non specificano per bene e percui sei poco preparato, sono le difficoltà che si possono incontrare: ad occhio (non è una statistica scientifica) il 20/30% delle mamme ha avuto problemi di allattamento che hanno obbligato ad aggiunte di latte artificiale e/o all’uso esclusivo del biberon.

Ragadi (consigliatissime le Silverette o Silver Cup, dei paracapezzoli d’argento miracolosi per prevenire e curare le ragadi. 30-40 euro in farmacia, se avete il problema, sono soldi ben spesi), problemi del neonato ad attaccarsi, insufficienza del latte: tante cose possono rendere l’allattamento difficile ed è importante provvedere subito, in quanto i primi giorni sono molto importanti (per esempio è meglio avere già il PureLan, la lanolina per i capezzoli, al momento di arrivare in ospedale). Se il neonato perde troppo peso nei primi giorni (o non lo recupera abbastanza in quelli successivi), l’uso del latte artificiale è una scelta obbligata. Non bisogna sentirsi in colpa: l’importante è fare il possibile per allattare, se poi non si può, la cosa più importante è restare sereni, il miglior regalo per il proprio pargoletto.

Ma siccome spesso il personale degli ospedali non è preparato a gestire le difficoltà nell’allattamento (del resto non è un problema così patologico per il neonato), consigio di sentire il prima possibili qualche consulente specializzata della Lega Leche Italia o una consulente professionale dell’alltamento. Il servizio è gratuito e molto utile, e prima si interviene meglio è.

Fra l’altro, pur non essendo dei fan della Chicco, ci siamo trovati bene con il loro tiralatte elettrico, dopo un periodo in affitto con il Medela.

Come latte artificiale per l’aggiunta, noi abbiamo usato il Neolatte e ci siamo trovati bene. È biologico e fra i più convenienti. Si trova solo in farmacia.

Dolcetto o scherzetto?

Saturday, November 7th, 2009

Per Halloween, l’anno scorso i bimbi delle case vicine ci avevano fregato: avevamo un chilo di dolci e caramelle, ma poi hanno suonato una sola volta al campanello e tempo che siamo arrivati alla porta erano già spariti. Risultato: abbiamo mnagiato cioccolatini per un mese!

Quest’anno mi sono organizzato: ho collegato lo sparabolle (comprato ad Auckland in Nuova Zelanda) con un sensore a raggi infrarossi, ed ho piazzato il tutto vicino al cancello, dietro la siepe. In questo modo al passaggio dei bimbi, lo sparabolle si attiva in automatica per qualche minuto. Piazzato tutto l’armamentario ci siamo messi in attesa, con il cesto dei dolci pronto.

Risultato: durante la cena sentiamo urlare (nemmeno suonano!), esco con i dolcetti ed i ragazzini (questi erano sui 13 anni) erano li’ immersi nelle bolle. I commenti che ho colto: Sembrava un nugolo di insetti (in effetti le bolle arrivano con la luce del giardino alle spalle, percui da vicino non si capiva subito cosa erano), me la sono fatta sotto (un ragazzo), bellissimo! (una ragazza).

Anche gli altri gruppi di ragazzini, di tutte le età, li sentivamo prima urlare e poi (forse) suonavano! Insomma, un successone e stavolta abbiamo sbolognato tutti i cioccolatini, oltre ad essere stati noi, in modo un po’ irrituale, a fare lo scherzetto ai bimbi, che comunque hanno apprezzato tantissimo e fatto i complimenti!

Per l’anno prossimo dovrò pensare a qualcos’altro…

Il linguaggio segreto dei neonati - Tracy Hogg

Tuesday, October 6th, 2009

Nel grande marasma di libri sui neonati e come averne cura, ci sono due grandi filoni: quelli che mettono il neonato al centro di tutto (tipicamente sostengono a spada tratta allattamento a richiesta, neonato nel lettone etc…) e queli che invece si basano sulle regole (il neonato nella sua cameretta, orari fissi per mangiare, se piange, lasciarlo piangere etc…).

I genitori, a seconda del carattere e dei consigli si buttano da una parte o dall’altra. Il libro di Tracy invece ha un approccio molto pratico e poco ideologico alla cura del neonato. Senza voler imporre modelli troppo estrmisti, da una parte o dall’altra, illustra un buon metodo per la tranquillità sia dei genitori che dei figli.

Anche se non si segue il suo metodo (Asia, per esempio, la notte dorme con noi nel lettone, mentre di giorno usa anche la sua cameretta) ci sono un sacco di spunti utili, primo fra tutti, un’attenzione a capire quello che il bambino vuole, troppo spesso equivocato in fame o bizze.

Ci sono anche delle utili tabelle con i gesti del neonato ed isignificati più probabili. Ma il suggerimento più utile è quello, quando il bimbo piange, di fermarsi qualche minuto a tentare di capire il perchè, invece di precipitarsi a prenderlo in braccio, dargli da mangiare o fare qualsiasi altra cosa senza fare un tentativo razionale di capire il problema.

Qualsiasi sia l’approccio che preferite, consiglio vivamente di leggere questo libro, per essere più sereni e per capire un po’ meglio il proprio cucciolo!

Il linguaggio segreto dei neonati - Tracy Hogg - Oscar Saggi Mondadori - Euro 9,40

Pannolini lavabili atto secondo: la carica dei pocket!

Friday, October 2nd, 2009

Sono arrivati gli ultimi pannolini lavabili che avevamo ordinato per completare la formazione, e questa volta abbiamo preso solo pocket, di quattro marche diverse.

Oltre ad essere carinissimi come decorazioni, sono decisamente i più comodi che abbiamo, e si asciugano in un pomeriggio! Inoltre il fatto di poter usare diversi tipo di inserti da molta flessibilità, per non infagottarla troppo ora che è piccola o per gestire pipì più abbondanti di notte.

I pocket sono in pratica una mutandina impermeabile con una fodera interna in pile, al cui interno (appunto, come una tasca) si devono mettere gli inserti assorbenti. Il vantaggio è che la fodera in pile fa le veci del liner, lasciando il sederino bello asciutto.

Insomma…i pocket, alla fine, dopo aver provato tutti i modelli disponibili, sono quelli che ci soddisfano di più come praticità.

A livello di materiali direi che i migliori ci sembrano i BumGenius (che però usano il velcro, che può essere scomodo nei lavaggi se non ci si ricorda ogni volta di chiuderlo per non appiccicarsi in giro) e poi i FuzzyBunz (che hanno i bottoncini, meno regolabili ma più sicuri). Certo, non sono di cotone biologico, ma tanto alla fine il liner in pile lo mettiamo anche su quelli di cotone biologico, percui tanto vale…

Ad averlo saputo prima, partivamo direttamente con i pocket!

Pannolini lavabili: da 2 giorni addio usa e getta!

Thursday, September 24th, 2009

Finalmente ce l’abbiamo fatta…da 2 giorni siamo definitvamente passati ai pannolini lavabili, giorno e notte!

Certo, dopo le varie sperimentazioni dobbiamo ancora completare lo schieramento…si fa presto a dire pannolini lavabili, ma ci sono una miriade di modelli e varianti, ognuna con i suoi pro e i suoi contro.

Noi abbiamo:

  • 4 tutto in uno (un pezzo unico con mutandine impermeabile e assorbente), sono i più comodi, anche se i più lunghi ad asciugare (quasi due giorni). In cotone biologico, sui 22 euro.
  • 2 pocket (mutandina a cui si attacca con i bottoni la parte assorbente), molto comodi e più rapidi ad asciugare dei tutti in uno.
  • 5 tutto in due (mutandina assorbente + mutandina impermeabile), fanno un po’ un fagottino, ma sono un buon compromesso. Prese su e-bay ad un ottimo prezzo (circa 65 euro compresi 10 liners).
  • 1 tutto in due ad alta assorbenze per la notte della Popolini.
  • 10 prefold, i più scomodi. Questi infatti vanno piegati (mai che mi riesca allo stesso modo, la Paola è decisamente più brava), fermati con una spilletta (Snappy) e poi va messa la mutadina impermeabile. Il vantaggio? Costano poco e si asciugano molto in fretta. Ottimi per le emergenze quando il resto è ancora zuppo (pacco da dieci con 2 snappy e due mutandine a circa 50 euro).

Ma il vero jolly per il comfort di Asia sono i liners in pile: costano poco, si mettono nel pannolino e fanno passare la pipì nella parte assorbente lasciando il sederino molto più asciutto. Mentre senza i liners Asia si lamentava dopo poco per il bagnato, ora anche la tirata notturna non è un problema!

Ah, con gli usa e getta Asia era spesso arrossata (con i Chicco addirittura le erano venuti dei pallini), solo i WIP di Natura è non la arrossavano, essendo altamente biologici (e altrettanto altamente cari e difficili da trovare).

Ora con i pannolini lavabili ci troviamo bene, e stiamo rifornendoci di altri pocket per avere autonomia evitando l’uso dei prefold. Dalla nostra esperienza direi che per iniziare sereni servono una ventina di pannolini lavabili.

Il sito Ecobaby ne ha di tutte le marche, i materiali ed i colori (alcuni sono troppo belli!) e fa pure buoni prezzi. Anche su ebay si trovano offerte interessanti.
Il sito www.weenotions.co.uk invece, permette addirittura di personalizzare i pannolini con disegni e scritte: bellissimi!

Alla fine dei conti si risparmiano soldi (specie in confronto a pannolini ecologici come i WIP o i Moltex), non si inquina (molti pannolini lavabili sono in cotone biologico, ma poi esistono anche in bambù ed altri materiali), la bimba sta meglio.

Inoltre fra tenersi in casa tonnellate di pannolini usa e getta usati (vendono a caro prezzo bidoni per tenerli senza appestare il vicinato con l’odore), ed i lavabili che li sciacqui un attimo sotto l’acqua e li metti in un secchio in attesa del lavaggio…

Certo, l’obiettivo è insegnare l’uso del vasino il prima possibile, ma comunque usare i lavabili da una certa soddisfazione!

Pediatri e latte artificiale…

Tuesday, September 22nd, 2009

Spesso i sostenitori dell’allatamento esclusivo al seno, si scagliano con veemenza contro le cattive influenze che hanno le multinazionali del latte, accusate di indurre molte più mamme del necessario sulla via del latte artificiale.

In effetti, considerando che il latte artificiale in Italia costa quesi il doppio (a parità di prodotto e di sistema di distribuazione) che nel resto d’Europa, il sospetto che ci siano grossi interessi è abbastanza normale…

Quando poi, costretti ad integrare l’alimentazione di Asia con il latte artificiale, abbiamo scelto Neolatte, prodotto economico (10,40 euro per 800g), biologico, sicuro distribuito solo in farmacia, abbiamo rilevato (anche dall’esperienza di altre mamme) una certa resistenza da parte dei pediatri.

Certo non con attacchi diretti, ma con più sottili insinuazioni: sarà buono ma starei sui prodotti di marca, tipo Plasmon, Nidina etc… oppure: si è simile agli altri ma l’osmosicità, la probioticità etc. etc… insomma, in mancanza di pezze di appoggio per dire che il Neolatte è peggio degli altri, solo vaghi segnali.

In realtà i vari tipi di latte sono nutrizionalmente equivalenti anche se con qualche differenze e può capitare che ad un bambino proprio non piaccia il Neolatte o il Nidina…ma comunque restando sui latte low cost, ci sono quello della Coop (9,50 euro per 900g) e altri ancora

Inoltre gli scandali del passato sul latte inquinato hanno colpito le grandi multinazionali, non questi nuovi produttori.

Scegliete il latte che preferite (o meglio, che preferisce il bimbo), ma NON date per scontato che il consiglio del pediatra o dell’ospedale sia disinteressato. Le grandi marche si devono pagare la pubblicità e le supposte elargizioni che fanno a medici e ospedali per promuovere i propri prodotti.

L’isola che c’è

Monday, September 21st, 2009

Approfittando di un bel sabato di pioggia, acquazzoni e tempesta, siamo andati a vedere, per la prima volta, questo evento, L’isola che c’è, a Villa Giardia (CO).

Nonostante il tempo terrificante (l’ideale per portare 5 ore in giro Asia…grande pazienza!), ci siamo goduti la fiera, anche se ne abbiamo visitata solo la parte bimbi, con spazi per le fascie porta bebè (tutto un altro modo di portare in giro i pargoli…purtroppo all’inizio non è proprio banale!) e della lega per l’allattamento (sempre pronti ad aiutare ad affrontare tutti gli aspetti dell’allattamento, altra impresa meno banale di come la raccontano) e la parte dedicate ai prodotti biologici ed ai gruppi di acquisto solidali (GAS), con un interessante intervento di Corto Circuito sulla filiera corta. Entrambi gli spazi erano interessanti ed abbiamo trovato tanta passione. Abbiamo anche assaggiato l’ottimo pane (biologico ed impastato tutto a mano!) di Frank Metzger, panettiere di Capiago, ed anche le sue ottime torte, oltre a formaggi bio di svariati produttori.

Domenica, nonostante il sole e la bella giornata renderessero la scampagnata meno avventurosa (ah, ovviamente sabato non avevamo portato l’ombrello e l’impermeabile, spinti da inguaribile ottimismo) e molto più affollata, siamo tornati alla fiera per completare il giro con il monodo equo-solidale, le associazioni e tutto quello che riguarda l’energia.

Visto l’interessadi Asia, ci siamo molto soffermati allo stand di MySpecialBaby, dove abbiamo preso un pannolino lavabile extra da notte della Popolini ed un grazioso sacco bimbi, sempre della Popolini ed in cotone biologico.

Unica nota dolente, entrambi i giorni, il ristorante: a dispetto dei gustosi piatti del menu, abbiamo sempre trovato tutto esaurito, continui cambi e alla fine siamo finiti su nodino alla piastra, salamelle e patatine…non proprio un esempio di cucina sana e bio come ci saremmo aspettati in questo tipo di fiera. Speriamo che per l’anno prossimo corrino ai ripari.

Per concludere, sono rimasto molto ben impressionato sia dagli espositori che dai visitatori (tanti anche sabato, nonostante il tempo) e dai molti bambini presenti. L’ingresso era a donazione volontaria…spero che la raccolta sia andata bene…

Ci vediamo l’anno prossimo, ma occhio al ristorante, per favore!

Il monitoraggio pre-parto…

Monday, August 17th, 2009

Prima o poi, durante gli utimi giorni della gravidanza, capiterà di fare un monitoraggio…che sembra qualcosa di molto avanzato, ma tutto sommato è semplice.

Fanno mettere la mamma su una poltrona (il papà è libero di mettersi dove gli pare) e mettono sulla pancia due sensori tenuti in posizione con delle lunghe fascie. Questo sensori ad ultrasuoni (non sono un tecnico, ma così mi pare di aver capito) servono per sentire il battito del bimbo (il sensore più in basso) e a controllare la durata delle contrazioni. Inoltre, alla mamma viene dato un filo con un interruttore per segnalare ogni volta che sente il bambino muoversi.

Una sessione di monitoraggio dura circa 30 minuti…è importante capire che la cosa principale per cui viene usato il monitoraggio è verificare che il bimbo stia bene: ci si aspetta che quando si muove o ci sono delle contrazioni il suo battito aumenti, ma comunque i parametri sono molto ampi ed in genere le ostetriche a colpo d’occhio vedono che non ci sono problemi. Ogni tanto il battito non aumenta oppure aumenta più o meno che nei movimenti precendeti…non è un problema, non tentate di interpretare l’andamento!

Il grafico delle contrazioni da un’idea della frequenza delle contrazioni, ma non dice nulla di significativo sull’intensità e la qualità delle contrazioni: ovvero non viene minimamente usato come parametro (a detta delle ostetriche) per capire se è giunto il momento oppure no di partorire.

In effetti solo con la visita ginecologiche ed il controllo della dilatazione si sa a che punto siamo del travaglio.

In pratica: durante il monitoragiio si guarda il grafico venire fuori dalla macchinetta, tentando di dare un senso a montagne e vallate e prevedere cosa ci diranno: è più o meno tempo perso… se il bambino sta bene, non avrete molte altre informazioni dal monitoraggio!