Zagabria (aprile 2007)
La mia idea di Croazia era legata al mediterraneo: spiagge, infinite isole, verdi pinete. Invece Zagabria mi riporta alle città continentali d’Europa: potrebbe essere una città tedesca: austera, razionale, con grandi palazzi e grandi viali, con un certo elegante grigiore.
Anche l’aereoporto, che sembra più una grossa stazione degli autobus che un aereoporto internazionale, nella sua semplicità è molto dignitoso.
Insomma mi ha preso alla sprovvista. E mi ha sorpreso ancora di più quando una sera, dopo il lavoro, sono andato a fare un giro in centro: la vera mania dei Zagrebini (o come si dice) sono i cafè: in ogni strada (anche quelle non centrali) ci sono tanti cafè con i tavoli fuori, dove la gente ama fermarsi a bere e chiaccherare.
Nel centro storico, carinissimo e con un carattere molto mitteleuropeo, è un susseguirsi di decine e decine di cafè, tutti affolatissimi. La gente ama uscire e sare in compagnia. Quando ci sono tornato in luglio, le piazze erano piene di eventi ed artisti di strada, con una vivacità che non si sospetta proprio nel venedo dal grigiore della periferia.
Anche la cucina, con ampie infleunze di tutta Europa, è di ottimo livello e i prezzi molto abbordabili.
Ho passato solo pochi e indaffarati giorni a Zagabria per cui per ora il racconto finisce qui…


